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Secondo giorno: 31 maggio 2004
Scritto da Rudi Castineyra
Bentornati,
se pensate che avevamo avuto abbastanza sfortuna durante
il primo giorno ed eravamo pronti per qualche tranquilla
uscita in barca, devo dirvi che non è così,
oggi è stata nuovamente messa a prova la nostra
pazienza. Kas è conosciuta per avere un clima
stabile; sole e mare calmo durante tutto l’arco
dell’anno ci avevano convinto a farne base per
le nostre operazioni. Con una certa sorpresa mi svegliai
di prima mattina con un suono famigliare nelle mie orecchie,
era il suono di grosse onde che si infrangevano contro
gli scogli appena 70-80 metri dal balcone della mia
stanza. Decidemmo di aspettare certi che durante il
pomeriggio le condizioni sarebbero migliorate.
Nel frattempo ricontrollammo tutte e attrezzature per
il supporto di superficie, l’equipaggiamento da
immersione, la stazione di decompressione, fotocamere
e videocamere subacquee oltre alle coordinate GPS dei
punti di mmersione.
Ci dedicammo a qualche lavoro di manutenzione sulla
nostra vecchia ma affidabile piattaforma, la stessa
usata da Yasemin per il record de1 1999. Ricordo che
allora, appena conquistato il record, l’intero
team di 12 subacquei cominciò a saltare sulla
piattaforma quasi a voler verificare l’esattezza
del principio d’Archimede, alcuni pezzi si danneggiarono
ma tra me e me pensai che l’anno prossimo ne avrei
costruita nuova, il meglio che si potesse desiderare.
Naturalmente sappiamo tutti com’è la vita,
così al momento di utilizzare la piattaforma,
ci ritrovammo per le mani la vecchia senza aver neppure
un disegno per quella nuova. Decidemmo di usarla ugualmente
promettendoci che sarebbe stato solo per qualche giorno,
da allora non l’abbiamo mai abbandonata. Ogni
anno prima di tentativi di record, corsi avanzati e
sessioni d’allenamento, ripassiamo tutte le guarnizioni,
sostituiamo tutte le viti ed i bulloni oltre a dare
una buona mano di vernice. In questa occasione la nostra
vecchia Kon-Tiki (come la chiamo io) necessitava di
una buona risistemata. E’ bello avere vecchi amici
accanto e questo lo scoprimmo trovandoci tutti insieme
seduti a raccontarci storie di record passati; la maggior
parte del gruppo lavora insieme sin dal 1999. E’
bello vedere come, nonostante l’enorme impegno
richiesto, questa passione ci porti in giro per il mondo
con la voglia di ritrovarci ancora insieme per un altro
record.
Con
l’avvicinarsi della sera e l’impossibilità
di prendere il largo decidemmo di dedicarci a qualche
sessione d’allenamento in piscina in modo da sfruttare
la mezza giornata rimasta e come magra consolazione
per la sfortuna che ci stava perseguitando. La voglia
di un tuffo non ci abbandonava cosi David ed i nostri
due sommozzatori profondisti Arthur e Luca, decisero
per una bella nuotata, dopo poco li vidi tornare completamente
asciutti. Mi dissero che il bagnino aveva proibito loro
di tuffarsi in mare a causa delle grosse onde che s’infrangevano
sugli scogli ma credo che la vera ragione fosse la temperatura
dell’acqua; considerate che i tre ragazzi messi
insieme hanno una percentuale di grasso che non arriva
al 9% concedendogli uno scarso isolamento da freddo.
A questo aggiungete che mentre Arthur e Luca praticamente
dormono con la loro muta stagna sotto il cuscino, David
riesce a prendere anche freddo facendo una doccia bollente….
Domani ci alzeremo alle 7.00 Am con l’intenzione
di lasciare il porto alle 8.00 in modo da iniziare le
operazioni sul punto d’immersione alle 9.00 sempre
che il vento ci di un po’ di tregua. Credo che
le condizioni meteo andranno migliorando cosi sono ottimista
per i prossimi giorni. Dedicheremo il prossimo allenamento
per affinare la tecnica, verificare la pesata e la velocità
di discesa, per questo faremo alcuni tuffi a bassa profondità.
Yas arriverà a 30 metri mentre David toccherà
i 40 per due volte ammesso che la temperatura dell’acqua
glielo permetta.
Alla prossima puntata.
Il commento di David
Rudi ha riassunto, come meglio non si poteva, questo
giorno di lavoro in secco. Ero ansioso di entrare in
acqua, non solo per bagnarmi, ma anche per verificare
la mia resistenza a queste temperature a cui non sono
certo abituato. Non ci rimase altro che un po’
d’allenamento in piscina, fredda ma certamente
non quanto il Mediterraneo. Dopo 25 minuti di esercizi
in acqua stavo tremando visibilmente e questo mi fece
pensare “come cavolo farò domani in mare
aperto?!”. Decisi si andare a letto presto in
modo da poter affrontare la prima giornata d’immersioni
ben riposato; dopotutto sono 6 mesi che non tocco le
acque del mare aperto e voglio essere al massimo della
forma. Beh! Vedremo cosa porteranno le fresche che incontrerò
domattina.
Il commento di Yasmin
Ero pronta a qualche tuffo ed ero dispiaciuta di aver
atteso tutto il giorno per nulla. Alla fine ci trovammo
ugualmente con tante cose da sistemare che la sera mi
sentivo piuttosto esausta. Per prima cosa la mia muta
nuova che doveva essermi consegnata 2 giorni fa è
stata persa e l’abbiamo cercata per mezza giornata
prima di riuscire a recuperarla nello stesso ufficio
merci dove l’avevamo richiesta. A causa del poco
tempo per i preparativi, il logo della Hyundai era sbagliato
e non fu facile convincere lo sponsor ad accettarlo
ugualmente poiché avevo assoluta necessità
di iniziare la preparazione con la muta del record.
Dedicammo un po’ di tempo per ordinare gli adesivi
e gli striscioni da attaccare alla piattaforma; come
potete capire la prestazione sportiva nasconde un grosso
lavoro. Alla fine la giornata utile a sistemare alcuni
importanti dettagli.
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